Per sdrammatizzare – Il Fatto Quotidiano

Dovevamo vedere anche questa. Il portavoce di Erdogan, l’autocrate turco che perseguita oppositori e bombarda curdi, che insegna diplomazia e buonsenso a Biden, dopo le ultime flatulenze contro Putin (“macellaio che non può restare al potere”): “Se tutti bruciano i ponti con la Russia, chi parlerà con Mosca a fine giornata?”. Senza contare che l’annuncio di un golpe Mosca senza invadere e bombardare il Cremlino per destituire Putin (dopo Saddam e Gheddafi) ha un solo effetto: rafforzarlo col suo establishment e col suo popolo, aggiungere altri alibi alla sua propaganda sulle mire imperialiste della Nato a Est e gelare i dissensi interni, visto che nemmeno il più antiputiniano dei russi accetterebbe mai di farsi scegliere il presidente da Washington. Non a caso, a capotavola dei negoziati russo-ucraini, non siedono gli Usa, guidati da un nonnetto rinco che dichiara guerra alla Russia senza neanche accorgersene, smentito da tutti gli alleati dignitosi (quindi non Draghi) e persino dal suo portavoce e dal suo segretario di Stato; né l’Europa, cobelligerante con Kiev; ma la Turchia. Di questo passo pure Kim Jong-un diventerà un po’ meno imbarazzante di un Biden che riesce a non far danni solo quando tace, o scoreggia, o entrambe le cose. E, mentre tutti strologano su chi e quando rovescerà Putin, Biden rischia di essere il primo presidente americano destituito per inability in base al XXV Emendamento, sia perché non collega la bocca all’eventuale cervello, sia perché il figlio è nei guai per i finanziamenti ai laboratori di armi biologiche (in Ucraina: toh). O meglio, lo rischierebbe se poi non dovesse subentrarli la sua degna vice Kamala Harris, che è peggio di lui: l’altro giorno è esplosa in una grassa e beota risata a una domanda sui profughi ucraini e il Washington Post ha scritto: ”L’America è in mano a un’imbecille”. Anzi due. Ma è il mondo che è in buone mani: l’invaso Zelensky, l’invasore Putin, l’invasato Biden.


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Nel 2001, quando Bush jr. attaccò l’Afghanistan coi suoi servi sciocchi, fece di tutto per chiarire che non ce l’aveva con l’Islam, ma solo con al Qaeda: visitava una moschea e abbracciava tre imam al giorno. Poi, per fare cosa gradita, B. se ne uscì con “la superiorità della nostra civiltà su quella islamica, che è rimasta ferma ad almeno 1400 anni fa e siamo destinati a conquistare”. Nel giro di tre minuti insorsero tutti i Paesi occidentali e islamici dell’orbe terracqueo, più la Lega Araba. E Stefano Disegni svignettò il Day After: una landa di rovine fumanti abitata da due mostriciattoli verdi con una tromba al posto del naso. “Papà, ma come finì il pianeta Terra?”. “Niente, Bin Laden stava trattando, poi Berlusconi per sdrammatizzare raccontò quella dell’araba pompinara…”.

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Decreto Ucraina, il governo accoglie l’ordine del giorno Fdi per l’aumento delle spese militari. Verso voto di fiducia in Senato – Il Fatto Quotidiano


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Il governo accoglie l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia che lo impegna a raggiungere la soglia del 2 per cento sulle spese militari senza richiesta di voto. È quanto avvenuto in commissione Esteri e Difesa del Senato dove è all’esame il decreto Ucraina. Il provvedimento dovrebbe arrivare in Aula giovedì con la fiducia. La decisione […]

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Conte: “M5s voterà il dl Ucraina con o senza fiducia. Ma il governo non è nato per la corsa al riarmo, no alle fughe in avanti nel Def” – Il Fatto Quotidiano


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Il Movimento 5 stelle al Senato rinnoverà il voto a favore del decreto Ucraina, con o senza fiducia. Ma Giuseppe Conte, nell’incontro con Mario Draghi previsto nel pomeriggio (ore 17.30), ribadirà che “il governo non è nato per la corsa al riarmo”. Quindi sulle spese militari “non può essere che non ci ascolti e che […]

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M5s, conferenza stampa di Giuseppe Conte dopo la plenaria del Movimento: la diretta – Il Fatto Quotidiano


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A partire dalle 12.15 è in programma la conferenza stampa di chiusura della riunione plenaria dei comitati politici e tematici del Movimento 5 stelle. Presente il presidente, appena rieletto, Giuseppe Conte.

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M5s, Conte confermato presidente con il 94%. Al voto in 59mila su 130mila, 20mila in più della consultazione bis sullo statuto dell’11 marzo – Il Fatto Quotidiano


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La nomina di Giuseppe Conte come presidente del Movimento Cinque Stelle è stata confermata dagli iscritti, chiamati a riconvalidare l’elezione ‘scardinata’ dal ricorso di un gruppo di attivisti accolto dal Tribunale di Napoli. A votare è stato meno di un iscritto su due – 59.047 su 130.570 aventi diritto – e a favore dell’ex presidente […]

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