Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Mafia presunta. “Il garantismo interessato di Travaglio. Critica il pm di Bergamo, ma solo per difendere Conte… Il direttore del quotidiano che negli ultimi anni ha alimentato tutti i più pazzi teoremi giudiziari volti a riscrivere la storia italiana (dalla ‘trattativa stato-mafia’ alle varie stragi) avrebbe scoperto che la finalità dei processi è solo quella di accertare eventuali reati” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 4.3). In effetti ho un po’ esagerato: pensare che la “trattativa” con Ciancimino e Riina confessata e chiamata così da due ufficiali del Ros davanti alla Corte d’Assise di Firenze celasse eventuali reati fu già eccessivo; ma addirittura immaginare che le “varie stragi” del 1992 e del 1993 violassero il Codice penale fu davvero intollerabile.

Nome e cognome. “Posso chiamarti Benedetta?” (Bruno Vespa a Karima el Marough detta “Ruby”, Porta a Porta, Rai 1, 23.2). Benedetta Mubarak, prego.

Ricercati. “Il Pd riformista è finito, ma il vero sconfitto è M5S. In tanti ci stanno cercando” (Matteo Renzi, senatore Iv, Messaggero, 1.3). Carabinieri o Finanza?

Se questo è un uomo. “La disperazione non può mai giustificare viaggi che mettono in pericolo i propri figli” (Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, dopo la strage di migranti nel mare di Cutro, 27.2). Possibile che non riescano mai a farsi una bella crociera come si deve?

Se questo è un ministro. “Il senso delle mie parole era fermatevi, verremo noi a prendervi… Il mio motto, ripeto, è: fermatevi che arriviamo noi” (Piantedosi, 28.2). È passato alle minacce.

Ben gentili. “Vince Schlein, la delusione di Bonaccini: ‘Ora tutti le daremo una mano’” (Corriere della sera, 27.2). E niente, un’altra minaccia.

Le parole per dirlo. “Elly tutta tasse e ambiente liquida gli ultimi riformisti” (Giornale, 27.2). Intesi come evasori e inquinatori.

Mo’ me lo segno. “Sulla guerra in Ucraina banco di prova a sinistra. Se i Dem si compattassero sui 5Stelle verrebbe meno il trasversalismo atlantista che ha aiutato molto Draghi” (Goffredo Buccini, Corriere della sera, 4.3). E sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere?

Aspettative. “Giorgia Meloni è meglio di quanto ci aspettassimo” (Enrico Letta, segretario uscente Pd, New York Times, 15.2). Chissà cosa si aspettava.

E quindi? “Inchiesta Covid. Ranieri Guerra, l’ex Oms in pieno lockdown: ‘E’ cazz…ta del secolo fare tamponi a tutti’” (Repubblica.it, 5.3). Però, quest’inchiesta di Bergamo: riesce persino a dimostrare che l’Oms aveva dei dirigenti ragionevoli e sensati.

Le nuove Bierre. “Elly si allea con Conte e gli anarchici. La piazza di Firenze: filorussi, titini e fan di Cospito” (Libero, 5.3). Ma c’erano anche molti fan di Ceausescu.

Mai più senza. “La vittoria di Schlein dimostra che l’Italia ha bisogno di un centro” (Raffaella Paita, capogruppo Azione-Iv al Senato, Foglio, 28.2). Il solito bisognino.

Il nuovo Sallustio. “Solo Matteo Renzi, nella storia del Pd, provò a collocare la sinistra in un’area frequentabile da persone di buon senso, ma venne abbattuto dai suoi per eccesso di successo” (Alessandro Sallusti, Libero, 5.3). Cioè per avere straperso il referendum del 2016 e le elezioni del 2018.

Grasso che cola. “’Fratelli di Crozza’ è solo una passerella di personaggi e di imitazioni… L’impressione è di assistere al ‘Fatto quotidiano’ illustrato… Non c’è più narrazione, ma solo accumulo… Questo stallo dovrebbe preoccupare innanzitutto il suo agente Beppe Caschetto… Il programma non è all’altezza del cospicuo investimento che il network ha fatto… A rimetterci è proprio Crozza che finora non è riuscito a fare quel salto di qualità che in molti ci auguravamo” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 27.2). L’auspicato salto di qualità di leccare i tacchi ai potenti e di perdere contro il concorrente Propaganda Live, che invece purtroppo quel fallito di Crozza batte ogni venerdì per ascolti e qualità, addolorando La7 di Cairo, editore del Corriere e di Grasso.

Il titolo della settimana/1. “Al Nazareno la musica è già cambiata. Nel comitato di Elly Schlein suona a palla ‘Occhi di gatto’” (Repubblica, 28.2). Prima c’era Occhi di Tigre.

Il titolo della settimana/2. “Ecco perchè le sanzioni funzionano. Tutti i dati indicano che il Pil russo è calato parecchio. Mentre Europa e Italia crescono” (Carlo Cottarelli, deputato Pd, Espresso, 5.3). Ecco perchè Putin ha la mano che trema.

Il titolo della settimana/3. “Dal patto con la Germania al ruolo della Lombardia. Ecco spiegato il passo indietro della Ue. La mossa di Salvini che ha salvato l’auto” (Libero, 5.3). Evitando di guidarla.

Il titolo della settimana/4. “Francesco sulla guerra: ‘Non posso stare con una parte né con l’altra’. L’occasione persa dal Papa” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 2.3). Quella di farsi scrivere i discorsi dal rag. Cerasa.

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